Caricamento...

Scavi di Oplontis


LA VILLA DI POPPEA

Il sito archeologico di Oplontis rappresenta una delle più affascinanti espressioni del passato, nonché un luogo di inestimabile bellezza. L’edificio più importante del sito è senza dubbio quello della Villa di Poppea, in un primo momento denominata "villa A". L’edificio è stato rinvenuto per la prima volta nel '700, mentre un recupero più ampio si è avuto solo a partire dal 1968.
Si tratta di una villa d'otium risalente al I secolo a.C. ed ampliata nel corso dell'età claudia, la cui proprietà viene attribuita a Poppea Sabina in quanto l'iscrizione dipinta su un'anfora rinvenuta al suo interno era indirizzata ad un liberto della moglie di Nerone

.Al momento dell'eruzione del Vesuvio la villa era disabitata perché probabilmente era in fase di restauro. La villa presenta un’estensione molto ampia e parte di essa risulta ancora inesplorata.  Per esaminarla nei dettagli la divideremo in quattro parti: una zona nord, sud, ovest e est.Nella parte nord si estende un ampio giardino nel quale sono state ritrovate diverse sculture in marmo ed è stato possibile ricostruire i calchi delle radici di grandi ulivi. La zona sud vanta un altro giardino cinto da un colonnato sui tre lati, che oggi presenta rigogliosi alberi di alloro.
Nella parte ovest si trova l'atrio con un compluvium che raccoglieva l'acqua piovana nell'impluvium. La cucina presenta un banco in muratura con un ripiano che funge da piano cottura, mentre nella parte inferiore troviamo piccoli vani con forma a semicerchio probabilmente contenevano legna da ardere.

Il triclinium presenta un mosaico con figure romboidali mentre nel resto della sala si possono ammirare affreschi in secondo stile raffiguranti colonne dorate decorate con rampicanti. Tra le decorazioni più importanti c’è una graziosa natura morta rappresentante un cestino con fichi.
La zona ovest presenta due saloni di cui uno aperto verso il mare con un'unica parete adornata da affreschi con rappresentazioni di un santuario di Apollo, pavoni e maschere teatrali. Nel secondo salone, sono rappresentati un cestino di frutta coperto da un velo semitrasparente, una coppa di vetro contenente melograni, una torta poggiata su un supporto e una maschera teatrale.
La villa era dotata anche di un calidarium con pareti affrescate in terzo stile, dove l'opera principale è il mito di Ercole nel giardino dell'Esperidi.
Nella parte est della villa sono presenti due sale poste in modo speculare. Nella prima stanza non ci sono dipinti ma solo una zoccolatura in marmo ed alcune piastrelle in marmo; la seconda sala presenta decorazioni in quarto stile.

Segue una sala senza decorazioni murali con le pareti in bianco, rosso, giallo e nero riservata agli ospiti, un piccolo viridario con decorazioni in secondo stile raffiguranti piante, fontane ed uccelli e due maestosi saloni speculari: il primo che mostra una nicchia nella quale vi era una scultura, mentre il secondo è identico al precedente con la presenza di pareti marmoree.
La villa vanta una grande piscina di 61 metri di lunghezza rivestita in cocciopesto e all’epoca era circondata da un prato con platani, oleandri e limoni.
 

LA VILLA B

La villa di Lucius Crassius Tertius trova le sue origini nel II secolo a.C. e prende il suo nome da un sigillo in bronzo rinvenuto nell'area della costruzione. L’edificio fu scoperto 1974 a seguito dei lavori di costruzione della scuola media “Parini”. La villa è di carattere rustico, sia per il tipo di struttura che per i reperti ritrovati al suo interno.
La villa si estende intorno ad un peristilio formato da un porticato con due ordini di colonne doriche in tufo grigio ed intorno ad esso si aprono delle stanze adibite a magazzini. Al loro interno sono state ritrovate pelli, ceramica, paglia carbonizzata ed una grande quantità di melograni utilizzati per la concia delle pelli. Tra i reperti figura anche un fornello in pietra con una pentola contenente resine di conifere, utilizzata per la manutenzione delle anfore.

L’edificio infatti conteneva circa 400 anfore che venivano utilizzate per la lavorazione dei prodotti agricoli e il trasporto del vino. La villa era abitata al momento dell'eruzione infatti nelle stanze sono stati trovati i corpi di 54 individui e gioielli in oro e argento.

Il piano superiore della villa era la zona residenziale della domus, infatti gli ambienti sono decorati sia in IV stile pompeiano sia in II stile con la tecnica schematizzata. Nel piano superiore sono stati rinvenuti anche una scatola in legno con gioielli in oro ed argento, monete, unguentari, stecche in osso e diversi monili.
Tra i gioielli troviamo gli orecchini a spicchio di sfera, a canestro con quarzi incastonati oppure pendenti con perle. Le collane ritrovate sono molto lunghe con grani in oro e smeraldo, bracciali di tipo tubolare decorati con gemme e smeraldi ed anelli con gemme lisce o incise con figure di animali o divinità.

Città Nostra Odv

_________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

Experience: visita guidata Time: 2 h 30 min. Comprende ingresso all' Antiquarium di Bosco Reale.

Acquista

 

 

 

 

Vedi mappa